La yogurtiera: come si usa, tipologie, perchè conviene, guida alla scelta, migliori prodotti del 2019, costi e recensioni

Lo yogurt è un alimento a base di latte, particolarmente indicato nell’alimentazione di grandi e piccini perché è in grado di apportare al nostro organismo numerosi effetti benefici. Quest’alimento, infatti, contiene una serie di fermenti lattici che, una volta ingeriti, aiutano il nostro fisico sotto diversi aspetti, primo fra tutti, attraverso un riequilibrio della flora intestinale. Il mercato ci offre una vasta gamma di yogurt, che variano per la tipologia di latte usato, per gli ingredienti aggiunti e per l’apporto calorico e nutrizionale. Prodursi lo yogurt in casa, però, ha innumerevoli vantaggi che si traducono non solo in un risparmio economico ma anche in una migliore qualità del prodotto che andremo a consumare. La yogurtiera è un elettrodomestico che consente di fare lo yogurt da soli, in modo davvero molto semplice e conveniente.

Cos’è lo yogurt

A questo punto vi starete chiedendo, come fanno i lattobatteri a trasformare il latte in un prodotto dalla consistenza e dal sapore del tutto diversi? Tutto avviene attraverso un processo di fermentazione acida del latte che è operato, in modo coordinato, da due batteri: Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus e Streptococcus thermophilus. In pratica, quando questi microorganismi sono inoculati nel latte, operano, a temperature idonee, una scissione del lattosio, lo zucchero presente nel latte, in galattosio e glucosio. Allo stesso tempo, questi batteri proliferano, cioè la loro carica microbica aumenta in maniera esponenziale. Nello specifico, lo Streptococcus crea le condizioni ottimali perché Lactobacillus operi questa scissione.

Questa coagulazione acida del latte determina un cambiamento delle caratteristiche organolettiche, chimiche, fisiche e nutrizionali del prodotto di partenza che diventa, appunto, lo yogurt. Con la produzione di acido lattico, il pH del latte scende con la conseguenza che le caseine in esso contenute precipitano, formano il caratteristico coagulo che dona densità al nuovo prodotto che si è formato.

I batteri probiotici

Oggi si fa un gran parlare di batteri probiotici e, anche se non tutti sanno cosa sono nello specifico e come agiscono, non è una novità che questi microorganismi sono degli alleati preziosi per la nostra salute. Prima di parlare di questi batteri, dobbiamo fare una premessa: Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus e Streptococcus thermophilus, di cui abbiamo appena parlato, non sono da considerarsi organismi probiotici. La maggior parte di questi fermenti, infatti, pur essendo implicati nella formazione dello yogurt, una volta a contatto con i succhi gastrici del nostro stomaco muoiono. Ecco perché, per avere il maggior numero di effetti positivi per la nostra salute, nello yogurt è necessaria la presenza di altri organismi, in grado di arrivare indenni all’intestino. Questi fermenti, definiti probiotici, sono aggiunti all’inizio del processo di fermentazione del latte.

I probiotici più comuni sono: Lactobacillus acidophilus; Lactobacillus casei; Lactobacillus lactis e Bifidobacterium bifidum. Questi batteri lattici sono di solito utilizzati per arricchire gli yogurt che troviamo al supermercato. I probiotici sono organismi già presenti nel nostro intestino, dove svolgono importanti funzioni biologiche per il nostro organismo.

Un alleato per la nostra salute

Tutti sanno che il consumo di yogurt fa bene alla salute, grazie all’apporto di fermenti lattici vivi e a una serie di nutrienti, importanti per vivere bene. Vediamo in breve quali sono gli indubbi vantaggi che questo prodotto può procurare per il nostro organismo:

  • riequilibrio della flora intestinale, perché i probiotici competono ed eliminano i batteri negativi, spesso responsabili di gonfiori, flatulenza e dolori addominali;
  • correzione degli squilibri gastrici dovuti all’assunzione di antibiotici, a periodi di forte stress o a un’alimentazione scorretta;
  • rinforzo delle difese immunitarie;
  • prevenzione delle infezioni intestinali;
  • aiuta a prevenire l’attacco di funghi;
  • apporto di calcio, potassio, sodio e vitamine;
  • dona energia senza appesantire, pertanto, è indicato nell’alimentazione degli sportivi, di chi è a dieta e dei bambini;
  • produzione, da parte dei probiotici, di sostanze antibiotiche naturali (batteriocini);
  • è più digeribile rispetto al latte perché contiene meno lattosio, pertanto, è indicato nell’alimentazione di chi è intollerante a questo zucchero;
  • migliore assorbimento dei nutrienti, perché un intestino sano lavora meglio sotto questo punto di vista.

Perché autoprodurselo

Autoprodurre lo yogurt da soli ha una serie di pregi di cui, forse, neanche ci rendiamo conto. Chi produce da se quest’alimento lo fa con la consapevolezza di creare qualcosa che fa davvero bene alla propria salute e/o a quella della famiglia. Preparare gli alimenti, soprattutto quelli che sono normalmente acquistati al supermercato, è un gesto che aiuta a volersi bene e a prendersi cura di se stessi.  Fare lo yogurt in casa è anche una scelta che rispetta l’ambiente, perché in questo modo riduciamo i nostri rifiuti domestici. Di seguito, vedremo nel dettaglio quali sono gli indubbi vantaggi che avrete nel produrre in casa il vostro yogurt e come fare un prodotto di qualità, evitando i comuni errori che, nella maggior parte dei casi, scoraggiano le persone all’autoproduzione di questo alimento così genuino.

Qualità e versatilità: il consumo è assicurato

Gli alimenti preparati con le nostre mani sono fatti con ingredienti sani e sicuri, senza additivi e conservanti aggiunti come succede, invece, per quelli industriali. Inoltre, potrete dare spazio alla vostra fantasia e creare yogurt di tanti gusti, che non avranno nulla da invidiare a quelli che trovate al supermercato. Col la yogurtiera potrete fare yogurt alla frutta, alla marmellata, al cioccolato, al caffè, con latte di riso, di capra e così via. La breve scadenza degli yogurt fatti in casa, di sicuro, non vi farà dimenticare di consumarli, come potrebbe succedere spesso per i prodotti comprati che, a volte, sono lasciati in frigorifero, per poi essere buttati, perché oramai scaduti.

Economico e conveniente

Fare lo yogurt in casa è sicuramente economico e conveniente. Intanto, l’acquisto delle materie prime, cioè del latte e dei fermenti, vi comporterà una spesa davvero esigua. 1 litro di latte costa poco più di 1 euro, stesso discorso vale per lo starter. Per quest’ultimo, dobbiamo precisare, che i fermenti presi in farmacia sono un po’ più onerosi rispetto al vasetto di yogurt. Ricordate, poi, che lo starter autoprodotto può essere riutilizzato più volte nei successivi processi di fermentazione.

A conti fatti, vi costerà di meno produrre 1 kg di yogurt che acquistarne la stessa quantità al supermercato. In sostanza, il nostro investimento economico sarà solo quello relativo all’acquisto del latte e all’esiguo consumo energetico dell’elettrodomestico, di cui avremo modo di parlare a breve.

Funzionamento della yogurtiera

La yogurtiera è un dispositivo che crea, al suo interno, l’ambiente ideale alla fermentazione del latte da parte dei lattobacilli. In sostanza, questo dispositivo è una piccola incubatrice che mantiene una temperatura costante di 40-45 °C, che è quella ottimale per consentire la crescita batterica e operare la scissione del glucosio. La macchina si scalda grazie a una resistenza elettrica, posta alla base dell’elettrodomestico. La temperatura è mantenuta costante da un meccanismo di controllo.

Il latte e i fermenti sono versati all’interno di contenitori in vetro o in plastica, che possono essere vasetti o caraffe, e sono poi sistemati sulla base del piano riscaldato. I contenitori devono poi essere coperti, affinché il processo di fermentazione avvenga in modo corretto. Dopo un tempo minimo di 6 ore, durante le quali è bene aprire il meno possibile i contenitori, lo yogurt è pronto.

Diversi modelli

Il mercato offre diversi modelli di yogurtiere che variano, essenzialmente, per tipologia e dimensione. Le due forme principali che potrete trovare in vendita sono quelle a caraffa e quella a vasetti. Ognuno dei due modelli ha con sé dei vantaggi e degli svantaggi che dovrete attentamente valutare prima dell’acquisto. In sostanza, la scelta dell’uno o dell’altro modello dipenderà molto dalle vostre esigenze quotidiane.

Se siete i soli a consumare lo yogurt e lo fate quotidianamente, probabilmente la tipologia a caraffa è quella che fa per voi. Se, invece, lo preparate anche per i vostri familiari e lo fate con gusti diversi, per accontentare un po’ tutti, allora è meglio preferire la tipologia a vasetti, che è quella più pratica per gestire le diverse esigenze.

A caraffa

Questa yogurtiera è formata da un vano contenitore in cui inserire una caraffa della capienza di 1- 1,5 litri. L’apparecchio è munito di due coperchi, uno per il boccale e uno che chiude l’elettrodomestico stesso; c’è inoltre un tasto per l’accensione e lo spegnimento della macchina.

Riassumiamo in questa tabella gli aspetti positivi e quelli negativi della yogurtiera a caraffa.

Vantaggi Svantaggi
Struttura compatta, poco ingombrante Si può fare un solo gusto di yogurt alla volta
Per grandi produzioni di yogurtLo yogurt può essere diviso in porzioni solo quando è pronto
Prezzi contenuti No timer
No spegnimento automatico

A vasetti

In queste yogurtiere il latte, mescolato ai fermenti, è diviso in vari contenitori di vetro, della capienza di 100-150 ml. Il numero dei vasetti è variabile, da 6 a 14. L’elettrodomestico è formato da una piattaforma sulla quale sono posti i contenitori con la miscela. Oltre ai singoli tappi per i vasetti, il dispositivo può avere uno o due coperchi di chiusura.

Riepilghiamo in questa tabella i vantaggi e gli svantaggi della yogurtiera a vasetti.

Vantaggi Svantaggi
Possibilità di fare più gusti alla voltaPiù ingombranti dei modelli a cestello
Presenza del timer Leggermente più costose rispetto ai modelli a cestello
Presenza dello spegnimento automatico

I prezzi medi di mercato

Se avete intenzione di acquistare una yogurtiera, avrete sicuramente notato che questi elettrodomestici hanno costi piuttosto contenuti, seppur variabili. I prezzi medi di mercato di questi apparecchi, infatti, si aggirano tra i 15 e i 40 euro. In linea generale, le yogurtiere a cestello sono le più economiche, quelle a vasetti hanno costi variabili in funzione della dotazione di vasetti e dei materiali di fabbricazione. I dispositivi con struttura di acciaio Inox, con schermo LED, sono quelli più costosi. Nelle vostre ricerche, potreste imbattervi anche in modelli molto più onerosi, si tratta però di macchine tecnologicamente più avanzate che, oltre a fare lo yogurt, consentono di produrre anche il formaggio.

Il consumo energetico

Che si tratti dei modelli a caraffa o di quelli a vasetti, il consumo energetico delle yogurtiere è davvero minimo. Infatti, tutti questi dispositivi funzionano con una media di 20 W. Le yogurtiere in metallo, anche per la presenza dello schermo LED, potrebbero avere delle potenze elettriche leggermente superiori a quelle indicate, cioè intorno a 30 W, comunque esigue, se paragonate a tanti altri elettrodomestici di uso quotidiano. In ogni caso, vi renderete sicuramente conto che fare lo yogurt in casa è economicamente conveniente oltre che vantaggioso per il proprio benessere fisico.

Come si usa

Le yogurtiere sono apparecchi molto semplici da utilizzare, infatti, una volta sistemati nel proprio alloggio i vasetti o la caraffa che contengono il latte con il fermento, non si deve fare altro che accendere l’elettrodomestico. Per quasi tutti i modelli, la temperatura di fermentazione è già preimpostata. Alcuni dispositivi sono provvisti anche di un timer, per altre tipologie, invece, bisognerà provvedere allo spegnimento manuale, una volta che lo yogurt è pronto. Finito il periodo di fermentazione, non dovrete fare altro che attendere che lo yogurt si raffreddi per riporlo in frigorifero.

Gli ingredienti

Per ottenere un buon yogurt è importante la scelta degli ingredienti. Gli elementi principali, che in sostanza determinano la qualità del prodotto finale, sono essenzialmente due: il latte e i fermenti che devono operare la trasformazione. Variando questi due elementi avrete uno yogurt diverso per aspetto, sapore e qualità. L’aggiunta, a queste due componenti importanti, di altri ingredienti non altera la qualità del prodotto finale ma solo il suo sapore. Potrete, pertanto, preparare yogurt con la frutta, con la confettura, con il caffè, con la vaniglia, ai cereali e così via, in conformità a un gusto puramente personale.

Il latte

Qualsiasi tipo di latte può essere utilizzato per fare lo yogurt, ma con risultati diversi per consistenza e sapore del prodotto finale.

  • Il latte intero, avendo un maggior contenuto di grasso, è quello che vi darà uno yogurt più compatto.
  • Con il latte parzialmente scremato otterrete, invece, uno yogurt più cremoso.

Per quanto riguarda il trattamento che il latte commerciale ha subito in origine, questo non ha nessun effetto sulla buona riuscita del risultato finale. Nel senso che potrete utilizzare sia il latte UHT sia quello fresco non pastorizzato e ottenere, comunque, un ottimo yogurt. L’unica raccomandazione è quella di fare bollire il latte fresco e poi farlo raffreddare prima di procedere all’inoculo. Vedremo più avanti il perché.

Molti consigliano di usare un latte microfiltrato per fare lo yogurt, perché ha meno batteri che potrebbero entrare in competizione con i fermenti che andremo a utilizzare. Il nostro parere è che non è necessario usare un latte che ha subito questo trattamento all’origine, tra l’altro più costoso, per avere uno yogurt di qualità ma solo seguire alcuni accorgimenti, che vi spiegheremo tra breve, per la sua preparazione.

Per fare lo yogurt, oltre al latte vaccino, si possono utilizzare anche quello di capra, di pecora, di avena, di soia, di cocco, di riso, di mandorla e, naturalmente, quello in polvere.

Lo starter

Affinché la fermentazione del latte avvenga, sono necessari i lattobacilli, cioè i batteri in grado di formare lo yogurt. I fermenti lattici devono essere aggiunti al latte (inoculati) e miscelati accuratamente. Come abbiamo già visto, due sono i lattobatteri necessari alla produzione dello yogurt, Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus e Streptococcus thermophilus. Lo starter, pertanto, può essere rappresentato da un semplice vasetto di yogurt bianco o dai fermenti lattici liofilizzati che troverete in farmacia, a un prezzo accessibilissimo.

Se volete un prodotto che apporti tutti i benefici che vi abbiamo descritto, allora è meglio utilizzare, accanto ai batteri già citati, anche quelli definiti probiotici: basterà chiedere al vostro farmacista se sono inclusi nelle bustine di fermenti liofilizzati.

Il vasetto come inoculo

Come già accennato, potrete utilizzare anche il vasetto di yogurt acquistato al supermercato come starter iniziale per le vostre produzioni. La nostra raccomandazione è, però, quella di scegliere il prodotto con la scadenza più lontana possibile, perché sicuramente con la più alta carica di fermenti lattici, inoltre deve essere bianco e intero.

Anche lo yogurt autoprodotto può fare da starter per i vostri inoculi successivi. In questo caso, vi consigliamo di rinnovarlo, dopo non più di 8-10 utilizzi, semplicemente, riacquistando un nuovo vasetto al supermercato.

Come farlo in casa

Se avete acquistato una yogurtiera, a questo punto vi starete chiedendo cosa dovete fare in pratica per ottenere il vostro yogurt in casa. Nulla di più semplice: basterà mescolare lo starter con il latte che avete scelto, quest’ultimo deve essere a temperatura ambiente. Se usate fermenti liofilizzati, questi devono prima essere sciolti in poco latte e poi versati in quello rimanente. In genere le dosi di una bustina o il vasetto di yogurt da 125 g possono bastare per inoculare 1 litro di latte.

Il latte fresco non pastorizzato deve essere prima trattato a una temperatura di 80 °C, per almeno 10-15 minuti, poi fatto raffreddare. Il trattamento termico, oltre ad abbassare la carica microbica, serve anche a denaturare le proteine e a migliorare la stabilità del prodotto finale, con la formazione di un coagulo più compatto.

Se avete una yogurtiera con caraffa, allora potrete miscelare tutto direttamente all’interno di questo contenitore. Nei modelli con i vasetti in vetro, invece, dovete miscelare gli ingredienti in un contenitore diverso, il mezzo migliore è una brocca che vi faciliterà le operazioni di travaso nei singoli vasetti.

Avviamo la fermentazione

Sistemati caraffa e vasetti nel vano contenitore, non dovrete fare altro che coprirli con i coperchi in dotazione e avviare la fermentazione, accendendo la macchina. Spesso con l’acquisto della yogurtiera vi arriverà anche un comodo manuale con istruzioni dettagliate e ricette per fare diversi tipi di yogurt. In linea generale il processo di fermentazione del latte avviene a una temperatura compresa tra i 40 e i 45°C.

Durante la fermentazione, la yogurtiera deve essere posta su un ripiano stabile, evitate cioè di metterla nei pressi di un elettrodomestico in funzione, come potrebbe essere la planetaria, la lavatrice, la lavastoviglie o il frigorifero. Le vibrazioni prodotte dagli altri elettrodomestici, infatti, sarebbero trasferite alla yogurtiera, influenzando negativamente la formazione di un buon coagulo.

La maturazione

Il tempo necessario affinché lo yogurt si formi è compreso tra le 6 e le 10-12 ore e dipende molto dal tipo di latte che andrete a utilizzare. Già dopo 6 ore però, potrete verificare se il vostro yogurt si è formato, se è così, potete spegnere la yogurtiera. Se il prodotto, invece, è ancora liquido, allora dovrete proseguire con la fermentazione.

La presenza di siero giallo in superficie è, invece, segno che avete superato il periodo di maturazione e dovete spegnere l’apparecchio: in questo caso il vostro yogurt sarà comunque buono, ma potrebbe avere un sapore più acido.

Il latte parzialmente scremato e quelli vegetali richiedono più tempo per la fermentazione. Tenete anche conto che in estate i tempi di formazione dello yogurt potrebbero ridursi in relazione alla temperatura ambientale esterna. Sicuramente, con l’esperienza, imparerete, quali sono i tempi corretti per fare il vostro yogurt, anche in base al tipo di latte usato.

La conservazione

Terminato il processo di fermentazione, non dovete fare altro che spegnere l’apparecchio. Alcuni dispositivi lo faranno in automatico. Lo yogurt appena prodotto è caldo, pertanto dovrete attendere che questo raggiunga la temperatura ambiente, prima di sistemarlo nel frigorifero. E’ importante che lo yogurt sia conservato alla temperatura di +4°C perché solo in tali condizioni termiche i fermenti lattici, in esso presenti, restano vivi e vitali e, di conseguenza, si conserveranno le caratteristiche chimiche e organolettiche del prodotto.

Lo yogurt fatto in casa può essere conservato per circa 8-10 giorni, in seguito il vostro prodotto non solo perderà in qualità ma anche in sicurezza per la salute. Con il passare del tempo, infatti, il numero dei fermenti lattici tenderà a diminuire a favore di microorganismi non buoni che, ricordate, saranno sempre presenti nel prodotto di partenza, indipendentemente dalle precauzioni prese. Pertanto, fate attenzione, perché con il passare dei giorni, nel vostro yogurt potrebbero anche formarsi muffe e prodotti tossici per la salute.

Quando posso consumarlo?

Terminato il processo di fermentazione, lo yogurt deve riposare per stabilizzarsi, cioè per acquisire quel sapore e quella consistenza che noi tutti conosciamo. Per assaporare il vostro yogurt, pertanto, dovrete attendere qualche ora dalla sua produzione. In genere, dal momento in cui è trasferito in frigorifero, si consiglia di aspettare almeno 6 ore per procedere all’assaggio, ma è solo dopo 24 ore che quest’alimento raggiungere quei livelli di stabilità che lo rendono un prodotto di qualità.

Per ottenere un buon prodotto

Lo yogurt è un alimento che è apprezzato in maniera diversa dalle persone, perché ognuno ha i propri gusti personali: un prodotto che può essere buono per un individuo non potrebbe esserlo per un altro. C’è chi preferisce lo yogurt compatto e chi quello cremoso, chi lo vuole dal marcato sapore acido e chi, invece, preferisce mitigare questo gusto. Solo l’esperienza, la tecnica e la scelta da parte vostra degli ingredienti giusti vi faranno ottenere uno yogurt perfetto per voi stessi.

Indipendentemente dai gusti personali, però, un buon prodotto si ottiene sempre da ingredienti di partenza di qualità. Com’è importante scegliere un latte di cui si conosce l’origine, lo stesso dovete fare con gli starter che devono contenere un numero sufficiente di fermenti lattici affinché avvenga una buona fermentazione.

Consistenze diverse

Anche per gli yogurt prodotti in casa, potrete ottenere consistenze diverse, da quella compatta a quella più cremosa a quella liquida da bere. Iniziamo subito con il dirvi che la consistenza di uno yogurt dipende essenzialmente da tre fattori:

  • il tipo di latte, cioè il suo contenuto in grassi e proteine;
  • il tempo di fermentazione, che deve essere adeguato alla formazione del coagulo;
  • la qualità dello starter, che deve essere rappresentato da fermenti numerosi e vitali.

Lo yogurt compatto, definito industrialmente a coagulo intero, può essere prodotto solo da un latte molto ricco di grassi. Avvenuta la fermentazione, i vasetti non devono essere toccati ma lasciati raffreddare completamente: in questo modo il coagulo non si rompe ma si stabilizza ulteriormente. Viceversa, per avere uno yogurt più cremoso, una volta terminato il processo di fermentazione, dovrete miscelare la massa in modo da determinare la rottura del coagulo, si procede poi con la fase di raffreddamento e stoccaggio in frigorifero. Lo yogurt da bere si ottiene semplicemente diminuendo i tempi di fermentazione del latte, che deve essere denso ma ancora liquido. A questo yogurt potrete aggiungere della frutta frullata. Leggete nella ricetta “yogurt alla frutta” come fare.

Troppo liquido?

Può capitare, soprattutto se siete alle prime armi, che il vostro yogurt sia venuto troppo liquido. Niente paura, basterà solo capire dov’è l’errore per non ripeterlo ancora. In genere, uno yogurt liquido è dovuto all’uso di un latte poco ricco in proteine e grasso. L’uso di latte intero ci aiuta sicuramente a ottenere un prodotto più cremoso o compatto.

Ovvio che se usate un latte parzialmente scremato, o latti particolari come quello di soia, è naturale che il vostro yogurt verrà più liquido.

La pastorizzazione dei latti UHT o la bollitura del latte fresco, che operiamo prima di fare l’inoculo, sono necessarie alla precipitazione delle proteine contenute in quest’alimento, che faciliteranno così la formazione di un coagulo più compatto e cremoso. Detto questo, se dopo aver fatto il vostro yogurt, questo non vi soddisfa perché troppo liquido, non dovete fare altro che cambiare la tipologia di latte. A questo proposito, leggete attentamente l’etichetta e scegliete il prodotto che ha il più alto contenuto proteico e lipidico. Spesso, uno dei motivi per cui lo yogurt è troppo liquido è il tempo di fermentazione non sufficiente, perciò, prima di cambiare la tipologia di latte, potreste anche “giocare” su questo parametro.

L’acidità

Prima di affrontare il discorso su come ottenere uno yogurt più o meno acido, dobbiamo subito chiarire che questo gusto particolare è dovuto proprio al buon sviluppo dei fermenti lattici che determinano la trasformazione del lattosio in acido lattico. L’acidità dello yogurt crea le condizioni sfavorevoli allo sviluppo dei microorganismi cattivi e fa si che il prodotto si conservi con un’alta carica di fermenti lattici, a patto di tenere lo yogurt alla giusta temperatura, che è quella di + 4°C. Il grado di acidità conferito a uno yogurt può dipendere essenzialmente da due fattori:

  • la qualità dello starter di partenza, per cui se variate il tipo di yogurt usato per l’inoculo, cambierete anche il gusto del vostro prodotto finale;
  • i tempi di fermentazione, che se troppo lunghi, possono portarvi a un prodotto più acido.

Detto questo, se il vostro yogurt è eccessivamente acido per i vostri gusti provate, per prima cosa, a cambiare la marca dello starter. Verificate anche i tempi di fermentazione, in particolare d’estate.

Naturale

Occorrente: 1 litro di latte, 1 yogurt bianco e non zuccherato

Versate lo starter nella caraffa e aggiungete 100 ml di latte. Mescolate bene, eliminando tutti i grumi, poi unite il resto del latte. Versate la miscela nei contenitori della yogurtiera e avviate la fermentazione. Se volete dolcificare il vostro yogurt potrete aggiungere del miele al posto dello zucchero. Per aromatizzare, invece, usate i semi di una bacca di vaniglia.

Alla frutta

Occorrente: 1 litro di latte, 1 vasetto di yogurt bianco non zuccherato, 300 g di frutta fresca, 2-3 cucchiai di zucchero semolato.

Usate sempre frutta di stagione per fare questo yogurt. Ottime sono le fragole, le banane e i frutti di bosco. La prima operazione è lavare e tagliare la frutta in pezzi più piccoli e cuocerla velocemente con lo zucchero. Fatelo a fiamma moderata per circa 5-6 minuti. Poi, spegnente e lasciate raffreddare. La frutta può essere lasciata a pezzi oppure frullata. Miscelate ora il latte e lo starter, come già descritto, e aggiungete la frutta. Se preferite uno yogurt più dolce, aggiungete altro zucchero in base ai vostri gusti. Avviate la fermentazione, tenendo conto che la presenza della frutta potrebbe allungare i tempi di formazione del coagulo.

Al caffè

Occorrente: 1 litro di latte fresco intero, 1 vasetto di yogurt bianco naturale, 1 tazzina di caffè ristretto oppure 2 cucchiaini di quello liofilizzato, zucchero a piacere

Per uno yogurt al caffè più compatto e dal sapore non troppo acido, consigliamo un latte fresco intero. Portate al bollore, per almeno 10-15 minuti, il latte. Eliminate la panna superficiale, spegnete e aggiungete il caffè. Mescolate bene e fate intiepidire. Aggiungete al latte al caffè, lo starter, miscelate bene e trasferite nella yogurtiera.

Vegetale

Occorrente: 1 litro di latte vegetale (soia, riso, avena), 1 vasetto di yogurt vegetale o 1 bustina di fermenti lattici, zucchero.

Miscelate lo yogurt con 100 ml di latte vegetale, poi versate il resto del liquido e lo zucchero. Mischiate bene per far amalgamare tutti gli elementi, poi trasferiteli nella yogurtiera. Avviate la fermentazione che in questo caso durerà di più rispetto allo yogurt con latte animale. Tenete comunque conto che lo yogurt vegetale ha una consistenza più liquida.

Greco

Occorrente: 1 litro di latte fresco intero, 1 vasetto di yogurt bianco

Per preparare questo tipo di yogurt, non dovete fare altro che seguire tutte le istruzioni che finora vi abbiamo dato. Una volta finito il processo di fermentazione, però, lo yogurt ottenuto deve essere filtrato, con un colino a maglie molto strette, per almeno due ore; in questo modo eliminerete tutta la parte liquida, rappresentata dal siero. Quello che vi resterà sarà, rispetto allo yogurt tradizionale, un prodotto più denso e cremoso, dal sapore più acido.

Natalia Piciocchi

Natalia Piciocchi è un libero professionista che da anni si occupa di qualità e conservazione degli alimenti. E’ autrice di testi agronomico-culinari. Scrive per varie aziende per la recensione di prodotti alimentari, utensili per la casa e la cucina.

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